MOLECOLE DI EMOZIONI

 

La visione sistemica, che per sua natura tende a creare relazioni, nessi e sinergie si sta progressivamente estendendo ad ogni ramo delle scienze moderne, dando origine a nuove discipline come la psiconeuroendocrinoimmunologia.

Consiglio questo testo come primo approccio a questo nuovo interessante campo del sapere.

Si tratta di un testo anche autobiografico, con un tessuto narrativo e scientifico che ci guida attraverso le vicende di vita della ricercatrice Candace B. Pert .

Nuove scoperte scientifiche  permettono ora  di creare un ponte di unione tra le emozioni e le sostanze biochimiche atte a determinarle nel corpo umano, i neuro-peptidi.

Ma le novità non si limitano a questo, il concetto di rete, di network, si estende all’unità corpo-mente e la rete neuronale interagisce e comunica col sistema ormonale, con quello immunitario e con il sistema gastrointestinale mediante peptidi e recettori dei peptidi.

Le emozioni nascono al punto di congiunzione tra mente e materia e passano informazioni nell’una e nell’altra direzione, determinando non solo lo stato d’animo, ma tanti altri effetti come la risposta immunitaria, il rilascio di ormoni.

Una prima considerazione importante è questa:  le tecniche che interagiscono con il sistema nervoso autonomo, come le tecniche di respiro, trattandosi di una rete in cui le informazioni procedono in entrambi i sensi, sono in grado di modificare la biochimica della mente.

Ad esempio esercizi di pranayama come Bhastrika in cui  l’espirazione viene raddoppiata rispetto all’ispirazione, attiva il sistema parasimpatico attraverso la semplice tecnica e ciò induce rilassamento, scarico tensionale,  presenza, rallentamento del flusso di pensieri.

Ciò che chi pratica meditazione conosce da tempo, ossia l’importanza della consapevolezza delle proprie emozioni e la loro gestione, trova  un  ulteriore supporto sperimentale nella ricerca scientifica.

Le emozioni positive producono sostanze, come le endorfine, atte a provare benessere e di conseguenza in grado di rinforzare il sistema immunitario, ma anche le emozioni negative, se espresse, possono avere un effetto positivo sul metabolismo.

Il focus non è  l’imporsi un certo tipo di emozioni, ma l’esprimere ciò che si sta provando.

E’ il blocco delle emozioni che svolge una funzione debilitante.

Se rabbia, frustrazione, stress fanno parte dell’ambiente di lavoro o della relazione e non è possibile almeno al momento attuale spostarsi da questa situazione,  entrano in gioco le pratiche meditative attive in cui la catarsi, l’espressione delle emozioni in un contesto protetto diventano una  forma di guarigione e di prevenzione delle malattie.

Va da sé che il livello successivo, in cui la nostra centratura ed equilibrio diviene imperturbabile dagli eventi esterni, raggiungibile attraverso periodi più o meno lunghi di pratica meditative , non ci dona solamente uno stato emozionale ottimale, ma anche salute e  longevità.

Capitoli come ” emozioni capaci di guarire” e un appendice con alcuni consigli utili  mostrano ineluttabilmente come la tipologia   di emozioni che frequentiamo per la maggior parte della giornata fanno la differenza tra salute e malattia agendo direttamente sulla cellula, tramite l’inibizione o la facilitazione nella captazione di determinati neuropeptidi che trasmettono l’informazione relativa ad una emozione specifica.

Buona lettura

 

per chi desidera approfondire  click qui o sull’immagine

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