COME FUNZIONANO I SISTEMI FAMILIARI: LA REGOLA DELL’APPARTENENZA

famiglia

 

Bert Hellinger ha teorizzato le regole che governano il funzionamento dei sistemi familiari, in questo  articolo ne affrontiamo una:  l’appartenenza alla famiglia e al gruppo

Il senso di appartenenza è un bisogno fondamentale dell’individuo; è riscontrabile sin da bambini, i quali sentono l’istinto e il bisogno di appartenere alla propria famiglia.

“Io appartengo” è un bisogno atavico, probabilmente affonda le sue radici in epoche in cui appartenere al clan significava sopravvivere.

Nelle scelte di appartenenza siamo guidati dalla coscienza individuale, ( vedi post dedicato alle coscienze) attraverso la sensazione interiore di innocenza o colpevolezza, di giusto o sbagliato. Per esempio, se difendiamo le regole che abbiamo acquisito nel nostro sistema familiare, percepiamo tale atteggiamento come giusto, diversamente ci sentiamo in colpa o arrabbiati quando ci allontaniamo dal sistema. Il bisogno di appartenere ci lega al nostro sistema e fa sì che noi ne “sposiamo” le regole e le dinamiche, facendocene carico.

Per appartenenza ci facciamo anche carico delle emozioni che creano sofferenza nei nostri genitori

Mi ricordo di Paola, una ragazza che faceva uso di stupefacenti.

Il nonno paterno, rissoso e violento, aveva abbandonato la famiglia ed era emigrato all’estero. Il padre di Paola era allo stesso tempo traumatizzato dall’aggressività di suo padre e molto arrabbiato per essere stato abbandonato.

Per appartenenza Paola aveva fatto suo questo disagio: si era fatta carico della rabbia del padre.

Le intenzioni di Paola erano nobili e inconsc: assumere su di sé un profondo disagio per appartenenza e aiutare il proprio genitore, ma gli effetti risultavano nefasti.

I sentimenti che chiariscono la dinamica qui descritta possono essere sintetizzati con queste frasi:

    • caro padre, sono anche io arrabbiata come te.
    •  Caro padre, guardo io tuo padre al posto tuo: è comunque tuo padre e senza di lui io non sarei mai nata, non posso prendere pienamente la vita se lui è escluso.

Tramite una costellazione familiare il padre ha saputo riconoscere e accogliere questa rabbia e ha permesso alla figlia di incontrare il nonno.

Paola ha restituito diversi pesi di cui si era fatta carico senza saperlo e ha iniziato un percorso di ri- abilitazione.

Il senso di appartenenza si manifesta anche nei gruppi di aggregazione oltre che nelle famiglie: partiti politici, tifoserie, movimenti culturali.

Coloro che hanno assistito alla vittoria dell’Italia durante i mondiali di calcio hanno un’idea piuttosto chiara di cosa significhi appartenere a un gruppo e quali energie ed emozioni si sprigionino.

“Io appartengo” significa avere la coscienza pulita perché il bisogno di appartenere ci lega acritica- mente alle dinamiche e ai valori del nostro sistema. In nome dell’appartenenza si possono compiere an- che crimini: per esempio, in una famiglia mafiosa la violenza dettata dalle regole del clan, appartiene al gruppo come forma d’espressione regolamentata e ritualizzata.

Il fanatismo religioso, condotto sino alle forme estreme del suicidio nel compimento di atti terroristici, è imposto dalle regole del gruppo; in questo caso la persona sente come “giusta” la propria azione, anche se pone fine alla propria vita insieme a quella di altri esseri umani.

L’identità individuale si annulla fondendosi con la coscienza di gruppo.

Elementi come bandiere, inni, immagini di nemici comuni, rafforzano l’identità di gruppo e il senso di appartenenza, alimentando spesso la tendenza escludere e annientare coloro che sono “diversi”.

Il senso di appartenenza fa sì che quando lasciamo un gruppo ci sentiamo in colpa, e il gruppo stesso, minacciato nella propria integrità, tende a reagire con l’esclusione.

Chi non è più considerato meritevole di appartenere a un gruppo perché si è macchiato di un delitto, di una colpa, di una vergogna che ha messo a repentaglio l’integrità o il buon nome del sistema, viene messo al bando, viene escluso.

Il senso di appartenenza rende difficile anche il distacco dalla famiglia d’origine: prendere la propria strada, creare dei principi e valori propri diversi da quelli dei genitori, ha un costo sotto forma di disagio in quanto la coscienza individuale, ci impone di appartenere e non violare le regole.

Abbiamo due forze opposte che agiscono, da un lato indipendenza e nuove regole di vita proprie, dall’altro il bisogno di appartenere.

 

tratto da:

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http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__costellazioni-familiari-sistemiche-ronchi.php?pn=4512

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