PERCHE’ MEDITARE ?

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Per conoscere alcuni dei numerosi vantaggi della pratica meditativa,  analizziamo due delle dimensioni in cui agisce l’essere umano:

• Dimensione orizzontale: gli accadimenti della vita all’interno del tempo e dello spazio.

• Dimensione verticale: il profondo, ciò che accade all’interno di noi e ciò che è più grande di noi, le intuizioni dal basso e le ispirazioni dall’alto.

La mente svolge tante funzioni, una di queste è l’elaborazione e la memoria delle esperienze vissute.

Ciò crea la dimensione orizzontale dell’uomo, basata sulle convenzioni di spazio e di tempo.

Queste esperienze divengono dei condizionamenti, dei filtri che limitano e distorcono la capacità di e sere presenti alla realtà così come si manifesta.

Grazie alla meditazione, raggiungendo un livello di maggiore rilassamento e consapevolezza, i condizionamenti sono riconosciuti per quello che sono: delle forme mentali che abbiamo fatte nostre.

Osservare la mente al lavoro e prendere atto che noi non siamo la mente ci rende liberi dagli automatismi, in grado di dirigere la nostra vita, rilassati e connessi con aspetti della vita che partono da una sfera spirituale e istintiva.

Questa è la dimensione verticale.

Le tecniche di meditazione ci aiutano a osservare il fluire dei nostri pensieri e a iniziare un’opera di decondizionamento.

Noi abbiamo fatto nostri dei pensieri: ciò che ci hanno detto di essere, gli accadimenti della nostra vita, la somma delle esperienze del passato, i progetti sul futuro, il collettivo culturale da cui proveniamo, i condizionamenti, l’educazione, la religione, le influenze della coscienza individuale e sistemica.

Ma siamo anche consapevolezza, energia, amore, unione con il creato, armonia, presenza, intuizione, istinto.

La percezione della dimensione verticale della nostra esistenza accade naturalmente in tanti momenti della nostra vita: nelle pause tra un pensiero e l’altro, durante momenti di estasi, durante l’orgasmo, durante alcuni stati meditativi, quando qualcosa ci sorprende e stupisce, quando siamo creativi e intuitivi, durante una sessione di costellazioni familiari.

In questi stati si attinge a qualcosa di più grande o più profondo di noi che attiva la dimensione verticale.

Noi siamo identificati con i nostri pensieri a causa dei condizionamenti ma non siamo i nostri pensieri.

La mente è al nostro servizio per proteggerci e quindi mantiene una memoria di ciò che è stato vissuto, e il nostro ego è quanto di meglio l’evoluzione ha saputo creare al giorno d’oggi per portare alla luce una creatura dotata del dono della consapevolezza.

L’ego ci serve per poter dire “io sono” e la frattura tra sé e mondo esterno ci serve per poter contemplare e ammirare le meraviglie del creato con il dono della consapevolezza.

Nella religione cattolica il peccato originario, la sete di conoscenza dell’uomo determina la cacciata dal paradiso, l’uomo deve perdersi nel proprio cammino per poi ritrovarsi.

Il bambino è connesso con il tutto, spontaneo, dotato di amore, energia, presenza, in unione col creato, ma non è consapevole.

La conquista dell’illuminazione, la presenza consapevole, passa prima dalla perdita dell’unione col tutto.

Non possiamo riconoscere qualcosa che abbiamo sempre avuto se prima non l’abbiamo perso.

Per conoscere lo stato di unione col tutto con consapevolezza dobbiamo prima smarrirlo, perderci nei meandri della mente e intraprendere il cammino verso il risveglio.

La meditazione serve anche a questo, risvegliarsi a se stessi osservando, non identificati, la mente al lavoro.

Tratto dal libro:

COSTELLAZIONI FAMILIARI SISTEMICHE

 

costellazioni-familiari-sistemiche cover

 

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